{"id":21645,"date":"2022-01-01T17:13:29","date_gmt":"2022-01-01T16:13:29","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cantinanicola.com\/?p=21645"},"modified":"2024-09-10T09:43:53","modified_gmt":"2024-09-10T07:43:53","slug":"identita-golose-la-nostra-scommessa-per-il-2022-ossia-il-ristorante-da-tener-docchio-secondo-le-firme-di-identita-golose","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cantinanicola.com\/en\/identita-golose-la-nostra-scommessa-per-il-2022-ossia-il-ristorante-da-tener-docchio-secondo-le-firme-di-identita-golose\/","title":{"rendered":"Identit\u00e0 Golose &#8211; La nostra scommessa per il 2022 ossia il ristorante da tener d&#8217;occhio secondo le firme di Identit\u00e0 Golose"},"content":{"rendered":"<div class=\"cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x c1et5uql o9v6fnle ii04i59q\">\n<div dir=\"auto\">\n<p class=\"p1\"><a href=\"https:\/\/www.cantinanicola.com\/wp-content\/uploads\/271216210_5094623213895718_6197142181846520309_n.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\" data-rel=\"lightbox-image-0\" data-rl_title=\"\" data-rl_caption=\"\" title=\"\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-full wp-image-21646\" src=\"https:\/\/www.cantinanicola.com\/wp-content\/uploads\/271216210_5094623213895718_6197142181846520309_n.jpg\" alt=\"\" width=\"600\" height=\"600\" srcset=\"https:\/\/www.cantinanicola.com\/wp-content\/uploads\/271216210_5094623213895718_6197142181846520309_n.jpg 600w, https:\/\/www.cantinanicola.com\/wp-content\/uploads\/271216210_5094623213895718_6197142181846520309_n-400x400.jpg 400w, https:\/\/www.cantinanicola.com\/wp-content\/uploads\/271216210_5094623213895718_6197142181846520309_n-100x100.jpg 100w\" sizes=\"(max-width: 600px) 100vw, 600px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p class=\"p1\">\u201c Cocconato d&#8217;Asti. Un ristorante freschissimo di cui seguiamo le tracce da qualche tempo. La chef \u00e8 una giovane ragazza di nome Alessia Rolla, creativa e sorridente. In sala il marito ad accogliervi in maniera educata e gentile. La cucina \u00e8 molto colorata e bella agli occhi. Il piacere \u00e8 il gusto. Piatti classici trasformati in attimi di modernit\u00e0. Una coppia da non perdere d&#8217;occhio. Da segnalare i vini della cantina e il pane fatto in casa.\u201d<\/p>\n<\/div>\n<p><a href=\"https:\/\/www.identitagolose.it\/sito\/it\/44\/29801\/dallitalia\/la-nostra-scommessa-per-il-2022-ossia-il-ristorante-da-tener-docchio-secondo-le-firme-di-identita-golose.html\" target=\"_blank\" rel=\"noopener noreferrer\">https:\/\/www.identitagolose.it\/sito\/it\/44\/29801\/dallitalia\/la-nostra-scommessa-per-il-2022-ossia-il-ristorante-da-tener-docchio-secondo-le-firme-di-identita-golose.html<\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<\/div>\n<p>Ultima parte dei sondaggioni di fine anno. Qui avevamo chiesto ai nostri autori un consiglio su una chicca gastronomica dal mondo salato, qui da quello dolce, qui invece le loro risposte sulle migliori esperienze golose del 2021. Chiudiamo con un quesito rivolto al prossimo futuro: &#8220;Diteci quale \u00e8 il ristorante &#8216;giovane&#8217; in cui andreste volentieri nelle prossime settimane, e perch\u00e9. Ossia: un talento del futuro da regalarsi in questo periodo e oltre, insomma una scommessa per il 2022&#8221;. Buona lettura<\/p>\n<p>PAOLO MARCHI<br \/>\nDina a Gussago, in provincia di Brescia, per il menu di pasta di Alberto Gipponi, che posso citare solo per la miopia della Michelin.<\/p>\n<p>GIOVANNA ABRAMI<br \/>\nSconfino di pochi passi e poche centinaia di metri per attraversare a piedi il confine con la Francia, lasciandomi Grimaldi alle spalle, e arrivare a Menton, a Casa Fuego. Uno dei tanti progetti che lo chef Mauro Colagreco, qui in societ\u00e0 con Claudio Battaglino, ha avviato in quella che ormai \u00e8 casa sua. Davvero un ristorante giovane, con ancora poco rodaggio alle spalle, avendo aperto a inizio ottobre 2020 per chiudere gi\u00e0 entro fine mese (a causa delle misure imposte dal governo francese) e riaprire appena a giugno 2021. Prima di tutto questo, Colagreco ha preso il giovane chef Mattia Zanolli, 33enne originario di Peschiera del Garda, e se l&#8217;\u00e8 portato una settimana a Buenos Aires affinch\u00e9 Pablo Rivero, di Don Julio Parilla, miglior ristorante in Sud America secondo Latin America&#8217;s 50 Best 2020, gli insegnasse, master and commander della parilla, a maneggiare il fuoco e gestire le braci. Braci, quelle di Casa Fuego, dove non si cucina solo la carne che arriva, per la maggior parte, dai pascoli dei Pirenei (un solo taglio argentino: el ojo de bife, da Black Angus irlandese), ma anche tutto quello che il mare pescoso della Costa Azzura\/Riviera Ligure offre. Una terrazza molto accogliente, da cui si gode una magnifica vista sulla parte antica della citt\u00e0 e sul porto: antipasti eccellenti, dell&#8217;ottima pasta fresca e un gelato artigianale fatto con una Carpigiani del &#8217;58 completano il quadro. Ottime premesse e ancora poca strada percorsa: da tornarci nel 2022 per vedere che impronta dar\u00e0 Zanolli a questa nuova insegna.<\/p>\n<p>CHIARA AIAZZI<br \/>\nGiovani, bravi, entusiasti e determinati. Questi sono i ragazzi del ristorante Paca di Prato: Niccol\u00f2 Palumbo lo chef, Lorenzo Catucci il maitre, Gabriele Palumbo il pastry chef. Una cucina che cita il territorio con leggerezza e al tempo stesso si arricchisce di contaminazioni guardando al fine dining del futuro.<\/p>\n<p>MARINA ALAIMO<br \/>\nHo veramente desiderio di tornare da Domenico Marotta, il giovane chef ritornato alle sue origini, a Squille, piccola frazione di Castel Campagnano, nell\u2019Alto Casertano. Mi ha colpito lo stile di Domenico, molto personale e autentico, la sua capacit\u00e0 di esaltare al massimo il mondo vegetale, e in primis quello proveniente dal proprio territorio. Eleganza e tanto sapore. Leggi qui.<\/p>\n<p>CINZIA BENZI<br \/>\nLa mia scommessa per il 2022 si chiama Davide Di Fabio, gi\u00e0 sous chef all\u2019Osteria Francescana di Modena, con Massimo Bottura, oggi guida la cucina del ristorante Dalla Gioconda a Gabicce Monte (Pesaro Urbino). Talento puro.<\/p>\n<p>MARESA BISOZZI<br \/>\nSenza nessuna esitazione la Casa della Rocca di Dolcedo (Imperia). Sono bravi, preparati, con prezzi corretti. E anche coraggiosi ad aver aperto in un centro storico di un piccolo borgo. Un grande futuro davanti.<\/p>\n<p>CHIARA BOND\u00cc<br \/>\nUn desiderio per il 2022? Andare ad Ariccia per scoprire la cucina del ristorante Sintesi, opera degli chef under 30 Sara Scarsella e Matteo Compagnucci. I due hanno viaggiato a lungo in Italia e in giro per il mondo per tornare infine a casa stabilendosi nella citt\u00e0 regno della porchetta, dove propongono una cucina che unisce i sapori del territorio a influenze del Nord Europa e dell\u2019Oriente. Una tavola che esprime esperienze, essenzialit\u00e0 e sostenibilit\u00e0, capace di convincere anche il pubblico locale abituato a una proposta pi\u00f9 tradizionale: dimostrazione tangibile di come si possa innovare anche in territori in cui fino a pochi anni fa questo non sembrava possibile.<\/p>\n<p>CHIARA BUZZI<br \/>\nCredo che Jacopo Ticchi sia una delle figure maggiormente in grado di leggere il presente culinario di questo periodo storico. Una filosofia altamente identitaria che predilige e valorizza la materia prima \u2013 quasi monocorde &#8211; e massimizzando gusti e sapori. Leggi qui.<\/p>\n<p>GIORGIA CANNARELLA<br \/>\nCocun Cellar Restaurant a San Cassiano. Una squadra giovanissima, una cantina strepitosa tutta orientata al naturale. Divertimento vero.<\/p>\n<p>MARIA VITTORIA CAPORALE<br \/>\nSegnalo Trecca &#8211; cucina di mercato a Roma. Dei due fratelli Manuel e Nicol\u00f2 Trecastelli, \u00e8 il ristorante \u201cgiovane\u201d in cui andrei volentieri nelle prossime settimane. Manuel e Nicol\u00f2 hanno preso in mano il vecchio locale dello zio e l\u2019hanno trasformato in una trattoria caratterizzzata da coerenza con la tradizione romana e selezione delle materie prime. Il rispetto della stagionalit\u00e0, la selezione accurata dei fornitori e delle materie prime, lo studio della tradizione e il recupero di alcune ricette ormai dimenticate sono valori che secondo il mio punto di vista fanno di questa insegna una scommessa del 2022 e un punto di riferimento per la new wave della cucina di trattoria.<\/p>\n<p>GIUSEPPE CARRUS<br \/>\nScommetto su Mauro Ladu e la sua Osteria Abbamele. Ci scommetto per la tempra e il carattere di Mauro. Una persona di grande ottimismo, carismatico e capace di vedere sempre il bicchiere mezzo pieno. Anzi, colmo. Ha aperto il suo ristorante nel suo paese d\u2019origine nel bel mezzo della pandemia e propone una cucina che attinge tanto dal suo territorio. \u00c8 un posto dove si sta bene. In corso Vittorio Emanuele III 59, a Mamoiada (Nuoro). Tel: +39 0784 1821324.<\/p>\n<p>MARIELLA CARUSO<br \/>\nUna cena a Incalmo, ristorante di Este. Michele Carretta e Ricardo Scacchetti, i due patron, hanno ristrutturato il ristorante dell&#8217;albergo di famiglia del primo, e affidato la cucina a Francesco Massenz e Leonardo Zanon. Il risultato \u00e8 un luogo dal servizio impeccabile ma informale, una cucina interessante che mette insieme fermentazioni, vegetali e qualche ispirazione regionale: tutto senza esagerare. Pi\u00f9 che interessante anche l&#8217;abbinamento vini con una cantina che nasconde piccole chicche.<\/p>\n<p>ALBERTO CAUZZI<br \/>\nAndrea Rossetti dell\u2019Osteria V a Trebaseleghe, Padova. Possiede talento, sensibilit\u00e0 e la dote dei grandi cuochi, seppur apparentemente scontata. Ha senso del gusto e dell\u2019equilibrio.<\/p>\n<p>ANNALISA CAVALERI<br \/>\nNell\u2019ottica di una visione sempre pi\u00f9 al femminile, far\u00f2 sicuramente una tappa da Laura Santosuosso, scelta da Cesare Battisti e Federica Fabi per il loro nuovo Remulass, che dimostra quanta voglia ci sia di tornare alle radici. E da Giulia Romano, 25 anni, scuola Niko Romito, che guida il piccolo bistrot MArco, sempre a Milano, a pochi passi dall\u2019Arco della Pace. Non mancher\u00f2 di andare a trovare anche Davide Marzullo, che si \u00e8 messo in pista in provincia di Como con la sua Trattoria Contemporanea: un talento pieno di energia che sembra gi\u00e0 una promessa mantenuta.<\/p>\n<p>ANDREA CUOMO<br \/>\nOttocentodieci Ristorante a Sannazaro de&#8217; Burgondi, in provincia di Pavia, dove spignatta il giovane chef albanese Rigel Tepshi. Mi dicono meraviglie, spero di andare presto.<\/p>\n<p>ALESSIO CUTR\u00cc<br \/>\nCantina Nicola, Cocconato d&#8217;Asti. Un ristorante freschissimo di cui seguiamo le tracce da qualche tempo. La chef \u00e8 una giovane ragazza di nome Alessia Rolla, creativa e sorridente. In sala il marito ad accogliervi in maniera educata e gentile. La cucina \u00e8 molto colorata e bella agli occhi. Il piacere \u00e8 il gusto. Piatti classici trasformati in attimi di modernit\u00e0. Una coppia da non perdere d&#8217;occhio. Da segnalare i vini della cantina e il pane fatto in casa.<\/p>\n<p>AMELIA DE FRANCESCO<br \/>\nPrimo nome e prima tappa: AB Osteria Contemporanea, da Anna Barbina. Giovane, talentuosa, allieva di Niko Romito (ma questo gi\u00e0 lo sappiamo), \u00e8 capace di trattare con la stessa cura e disinvoltura i piatti della tradizione friulana &#8211; la sua \u00e8 una vera osteria, con tanto di mescita e zona per i soli spuntini &#8211; e una cucina contemporanea essenziale e assai gustosa. Merita sicuramente assaggiare i piatti in cui si cimenta con il vegetale, ma anche quelli in cui protagonista \u00e8 il quinto quarto. Inoltre segnalo un altro indirizzo: \u00e8 il 2019 quando Niccol\u00f2 Palumbo &#8211; in cucina &#8211; e Lorenzo Catucci &#8211; in sala \u2013 decidono di aprire a Prato, a due passi dal Castello federiciano, il ristorante Paca, il cui nome deriva dall\u2019unione della prima sillaba dei loro due cognomi. Una cucina garbata e raffinata che si nutre di una selezione attenta di produttori per lo pi\u00f9 locali, ben contestualizzata in un ambiente altrettanto raffinato e sobrio, caratterizza questa giovane realt\u00e0 pratese che ha portato in citt\u00e0 una piacevole ventata di freschezza e novit\u00e0.<\/p>\n<p>CLAUDIO DE MIN<br \/>\nVite, a Treviso, il nuovo progetto in partenza a breve, dello chef Simone Selva, fresco stellato a Wisteria (Venezia) ma gi\u00e0 volato verso una nuova avventura.<\/p>\n<p>LUCA FARINA<br \/>\nUn trittico di ristoranti, anche abbastanza vicini a casa: il Belrespiro (Agazzano, Piacenza), per le cotture ancestrali (fuoco vivo, trapper, forno a legna\u2026) e il mood che suona un rock di campagna, creando una cucina sincera. Poi c\u2019\u00e8 Chiulano (Vigolzone, Piacenza), dove la tradizione regna e si pu\u00f2 mangiare una burtleina (tipicit\u00e0 piacentina quasi scomparsa) coi salumi da urlo. Infine, il Lino a Pavia, per regalarsi un momento di coccole pi\u00f9 orientate al fine dining, in un luogo bello da vedere e da vivere (con tanto di dolce servito in un posto\u2026 segreto!).<\/p>\n<p>GIOVANNI FARINELLA<br \/>\nRistorante Aqua. Siamo a Luni, paesino della Lunigiana ligure. Una palazzina popolare degli anni Sessanta ospita al piano terra il ristorante-pizzeria Aqua. All\u2019interno, sala e cucina sono affidate alla generazione \u201894. Francesco Bertolini e Lorenzo Griselli alla guida di fuochi e padelle, in sala Deviola Sula. Una cucina ambiziosa e personale, costruita sul compromesso tra acidit\u00e0 da un parte &#8211; gusto che sembra particolarmente gradito agli chef &#8211; e umami e grasso dall\u2019altra, rifugio gustativo offerto ai non sempre intraprendenti avventori locali. Nel menu autunnale, gli arrosticini di renna in amuse bouche sono un biglietto da visita che definisce un percorso e una linea di pensiero attenta alla sostenibilit\u00e0 e priva di particolari timidezze. I restanti piatti del menu mostrano intelligenza e spunti creativi, anche se a volte l\u2019esecuzione risente di una mano un po\u2019 acerba. La vetta, i Ravioli di cinghiale con doppia crema e ibisco. Un ristorante che vale sicuramente la pena veder crescere.<\/p>\n<p>RAFFAELE FOGLIA<br \/>\nQui casco male, per quanto riguarda le esperienze del 2021. Perch\u00e9 in realt\u00e0 vorrei puntare su Matteo Corridori, comasco, che \u00e8 arrivato secondo alla Antonino Chef Acadamy in televisione, ma che conosco da anni. Per\u00f2 aprir\u00e0 solo ad aprile, in un hotel sul lago di Como.<\/p>\n<p>BARBARA GIGLIOLI<br \/>\nUn posto dove mi piacerebbe tanto andare in questo periodo \u00e8 Frangente. Federico Sisti ha sempre lavorato molto bene e sono molto curiosa del suo nuovo progetto. Lui ha talento, la carta \u00e8 curata e non banale (ci sono anche le mie amate frattaglie). Lo prover\u00f2 presto.<\/p>\n<p>SONIA GIOIA<br \/>\nPrenotare una camera a Villa Rosa, buen retiro con orto e vista Vesuvio dello chef Peppe Guida a Vico Equense. Nel bel mezzo dell\u2019inverno significa godere in esclusiva del panorama fronte mare e la quiete oltremondana di una delle costiere pi\u00f9 belle d\u2019Italia. Della \u201ccolazione rinforzata\u201d da venti portate, pizza appena sfornata inclusa, servita dall\u2019irresistibile savoir faire di Iolanda. Imbattersi in Ciruzzo e Timothy, atrio destro e sinistro del cuore di Peppe Guida. Ma soprattutto affondare il naso nelle atmosfere che lievitano fra le mani sicure di Francesco, il pasticciere di casa Guida. Del profumo dei panettoni \u00e8 inzuppata tutta la contrada, ma la sorgente \u00e8 in quelle mani che lavorano nella grande cucina a vista, impastando grandi farine, lievito madre e tocchi minimi di golosit\u00e0 extra. Tipo la variante cioccolato e caff\u00e8, un capolavoro di delicatezza. Il risultato \u00e8 un panettone che somiglia pari e patta al pastry chef: riservato pi\u00f9 che timido, artigiano antidivo: alveolature espanse il giusto e supergusto, ma con eleganza, che l\u2019eleganza non strilla mai.<\/p>\n<p>ADELE GRANIERI<br \/>\nUna bella scoperta del 2021 \u00e8 stata il San Pietro &#8211; Bistrot del Mare di Torre del Greco: una splendida terrazza affacciata sul mare dove gustare piatti di pesce preparati con cura e creativit\u00e0. Una proposta gastronomica basata su una materia prima eccellente, selezionata quotidianamente e maneggiata in cucina con competenza e grande rispetto.<\/p>\n<p>ANDREA GRIGNAFFINI<br \/>\nDevo correre al Materia di Cernobbio da Davide Caranchini, chef geniale. Dico: correre.<\/p>\n<p>MARIALUISA IANNUZZI<br \/>\nQuel che era un vecchio frantoio abbandonato, qualche anno fa diventa il ristorante Maeba, ad Ariano Irpino (Avellino), con una proposta di cucina giovane e creativa, seppur contestuale, curata dallo chef Marco Caputi, che sta facendo parlare di s\u00e9, e in bene soprattutto. Il tutto in una provincia ancora poco avvezza al fine dining, ma curiosa e sempre fiduciosa nelle potenzialit\u00e0 del gusto, e in quelle giovani leve che lo coltivano. E allora che nel 2022 Maeba sia!<\/p>\n<p>ALAN JONES<br \/>\nConsiglio caldamente il ristorante Acqua a Olgiate Olona (Varese), che ha aperto in giugno quest\u2019anno con al suo timone in cucina il giovane chef Alessandro Menoncin (classe 1988) e che vede in sala il patron Davide Possoni affiancato da una squadra giovane e dinamica. La cucina \u00e8 improntata sul pesce di altissima qualit\u00e0 proposto in chiave moderna e contemporanea.<\/p>\n<p>STEFANIA LATTUCA<br \/>\nUn&#8217;intrigante rivelazione \u00e8 Borgia a Milano, insegna nata nel 2020 in via Washington 46, patron e ideatore del progetto Edoardo Borgia. Luogo che esalta la bellezza contemporanea, attraverso opere d&#8217;arte moderne e rifinimenti di pregio, tra legno e pelle, per un&#8217;espressione mitteleuropea con accenti zen. Esecutive chef Giacomo Lovato, classe 1990, che applica una tecnica creativa e di ricerca a materie prime di elevata qualit\u00e0, per un&#8217;espressione di cucina moderna e internazionale con sconfinamenti nella tradizione regionale lombarda. Coinvolgente e dinamico il menu Psiche, che si articola come un menu a mano libera, attraverso l&#8217;interazione tra sala e cucina, secondo i desideri e i gusti dell&#8217;ospite. \u00abUn menu pensato dal cliente e svolto tra sala e cucina\u00bb. Merita la tappa per una ristorazione giovane tutta da scoprire.<\/p>\n<p>CATERINA LO CASTO<br \/>\nProssimamente torner\u00f2 da Bebop (via Wagner 3 a Palermo. Tel. +39 329 534 0388), un locale che diverte parecchio, per la capacit\u00e0 dello chef Benedetto Buccheri di rappresentare, attraverso la sua cucina di commistioni e ibridazioni, una generazione, la mia generazione: i millenials. Benedetto, classe 86, affina la tecnica da Pascucci al Porticciolo e al Convivio Troiani. La sua nuova cucina siciliana apre le fitte maglie della tradizione palermitana, si muove in maniera trasversale, tra tavole regionali, italianit\u00e0 e Oriente. Piatto da provare? Roast-beef di cuore di manzo, marmellata di fichi, ricotta salata e caramelle di pomodoro.<\/p>\n<p>VALERIA LOPIS<br \/>\nNella Sicilia dorata e antica di Bagheria (Pa) Nino Ferreri ha scelto di mettere in piedi la propria idea di ristorazione, la prima avventura come chef patron. Ricomincia da L\u012bm\u016b un percorso di ricerca senza fine, quella ricerca che sconfina nella sperimentazione che appartiene cos\u00ec tanto a Ferreri; la sua \u00e8 una cucina diretta, non ci sono orpelli: c\u2019\u00e8 l\u2019essenziale, cuore a cuore con il commensale. Protagonista di un esercizio di gusto ben riuscito \u00e8 una materia prima ruvida, intensa, piena. Piatto icona: Reginetta al limone, rag\u00f9 di moscardini e spuma di provola madonita.<\/p>\n<p>MARILENA LUALDI<br \/>\nPer il 2022 mi piacerebbe tornare a Pensieri di Cavatina (a Pianella, Siena) che ho conosciuto durante l\u2019iniziativa Terra Vocata con l\u2019associazione Classico Berardenga. In una cornice incantata, lo chef Paolo Ragazzo mi ha ingolosito con lo sformato di zucca o il risotto, ma il menu mi chiama con ulteriori tentazioni, come la Terrina di porcini con burrata e pistacchi oltre che per la produzione vinicola dell\u2019azienda a Castelnuovo Berardenga. Con l\u2019anno nuovo voglio esplorare a fondo poi L\u2019Osteria degli Artisti, a pochi chilometri da Malpensa, a Lonate Pozzolo (Varese): voglia di fare, creare, accogliere nella filosofia di Michele Brusatori e Fabio Lualdi. Dal risotto ai porcini a una curiosit\u00e0, il dolce Moreno Cedroni incontra Bansky (cremoso al cioccolato di Modica Igp alla cannella, gel all&#8217;arancia e cardamomo, spolverata di nocciole e basilico liofilizzato).<\/p>\n<p>LUCA MANAGLIA<br \/>\nSta crescendo bene, in una cittadina di provincia, Giovanni Avano di 20posti, a Empoli. E poi Bernardo Bastiani di Ciglieri, a Livorno.<\/p>\n<p>FRANCESCA MANCINI<br \/>\nTamo, Tamo, Tamo! Senza dubbio. Il ristorante di Antonio Blasi e Maria Chiara Guastadisegni (clicca qui) \u00e8 uno di quei posticini rubacuori di cui non se ne pu\u00f2 fare a meno. Giovani, curiosi, giramondo e appassionati, i due da qualche anno sono in pianta stabile a Spoltore, sulle colline appena fuori Pescara, e vivono in un microcosmo tutto loro fatto di studio della terra, rispetto degli ingredienti, conoscenza dei produttori e cucina a tutto tondo. Un approccio che d\u00e0 vita a piatti profondi e gustosi, ricercati e divertenti, da provare e riprovare senza mai correre il rischio di averne a noia.<\/p>\n<p>LUCA MILANETTO<br \/>\nBetween a Rivoli, ristorante aperto da poco e gi\u00e0 nel passaparola degli appassionati di cibo in Piemonte. Sicuramente la prima cena del 2022 e sicuramente un ristorante che rester\u00e0 nelle memorie e nel palato di molti.<\/p>\n<p>FELICE MODICA<br \/>\nSettecento di Palazzolo Acreide (Siracusa). Cucina pulita ed elegante. Prodotti di grande qualit\u00e0 in un ambiente curato e accogliente. Grande gentilezza dei giovani gestori.<\/p>\n<p>STEFANO NICO<br \/>\nNe cito due, uno nelle Marche ed uno nell\u2019Abruzzo. Per primo il ristorante Osteria Ophis, nelle Marche e pi\u00f9 precisamente a Offida, in uno dei borghi pi\u00f9 belli d\u2019Italia, dove lo chef Daniele Citeroni Maurizi unisce la tradizione e l\u2019innovazione con il territorio. In Abruzzo, a Vallev\u00f2, in provincia di Chieti, \u00e8 doverosa la tappa al ristorante Insight Eatery, per scoprire gli studi e la cucina di grande livello del giovane chef Simone Parisotto.<\/p>\n<p>SALVO OGNIBENE<br \/>\n\u00c8 il ristorante che mi \u00e8 mancato di pi\u00f9 durante il lockdown, quello dove sono tornato subito dopo e quello dove torner\u00f2 nei prossimi giorni. \u00c8 una storia di famiglia piena d\u2019amore e di buone maniere quella dell&#8217;Hostaria del Vicolo di Sciacca (Agrigento), in cucina due giovani e bravi cuochi autodidatta come Lila Bentivegna e il cognato Angelo Pricipato che propongono piatti fortemente ancorati al territorio siciliano. La pasta con le sarde \u00e8 una di quelle cose che andrebbe gustata almeno una volta nella vita, la carta dei vini con oltre 400 etichette \u00e8 decantata con passione e conoscenza da patron Nino Bentivegna e dalla secondogenita Mara.<\/p>\n<p>CLAUDIA ORLANDI<br \/>\nLa prossima tappa a tavola sar\u00e0 quella all\u2019azienda agricola Il Colmetto, un\u2019oasi in Franciacorta in cui i campi e gli allevamenti forniscono non solo le materie prime per il menu dell\u2019agriturismo, ma animano anche gli scaffali di un invitante spaccio. Oltre ai piatti della tradizione bresciana con un tocco fresco e contemporaneo, la visita non pu\u00f2 non prevedere la Spesa in Fattoria tra verdure di stagione, salumi e formaggi di capra.<\/p>\n<p>FABRIZIO PALADINI<br \/>\nIn un nuovo ipotetico viaggio Basilicata coast to coast, questo posto vale assolutamente un tappa. \u00c8 Dimora Ulmo la mia scommessa per il 2022. Una vista spettacolare su Matera e la Madonna dell\u2019Idris, nella antica zona del sasso caveoso. Una dimora storica del 700, circa 400 metri quadri complessivi per una sala con 35 coperti e una terrazza da 25. Avevo lasciato il suo chef Michele Castelli al Ristorante Italia di Istanbul nel 2014. Allievo di Massimo Bottura per 7 anni, ha avuto l\u2019intelligenza di capire cosa sarebbe presto diventata Matera, la sua citt\u00e0, e la forza di mettersi in proprio scommettendo sul proprio talento. \u00abQuando, nel 2014, ho letto che Matera sarebbe diventata la Capitale europea della Cultura 2019, ho capito la prospettiva di questa notizia. Con altri due soci abbiamo preso in affitto la Dimora Ulmo, una casa storica dei sassi, e nel 2017 abbiamo aperto il nostro ristorante\u00bb. L\u2019afflusso dei turisti che venivano a visitare Matera ha trovato Michele pronto. Il suo talento, la sua cortesia e la sua fantasia hanno fatto il resto.<\/p>\n<p>CARLO PASSERA e TANIO LIOTTA<br \/>\nDa Marco Ambrosino al 28 Posti milanese abbiamo avuto una delle migliori esperienze gastronomiche del 2021, replicheremo quest&#8217;anno perch\u00e9 ha un potenziale grandissimo. Poi \u00e8 stimolante l&#8217;evoluzione della Bentoteca di Yoji Tokuyoshi, sempre in citt\u00e0; la ricerca di Mattia Baroni a La Fuga del Bad Sch\u00f6rgau, in Sud Tirolo, e quella di Davide Guidara in Sicilia; nonch\u00e9 la fertilit\u00e0 di Alberto Gipponi al Dina di Gussago (Brescia). Tre nomi &#8220;nuovi&#8221;? Pierluigi Fais in Sardegna, Giacomo Devoto in Toscana-quasi-Liguria (leggi qui) e Davide Marzullo nel Comasco (leggi qui).<\/p>\n<p>PAOLA PELLAI<br \/>\nMi ha conquistato subito, ci voglio tornare. \u00c8 il ristorante Miil, nella piccola Cermes, alle porte di Merano (Bolzano), ricavato da un vecchio mulino all&#8217;interno dei giardini Kranzelhof che, gi\u00e0 di per s\u00e9, sono un&#8217;esperienza sensoriale da vivere. Il ristorante, diretto dall&#8217;estro di Othmar Raich che con lui in cucina conta su un team giovane e appassionato, ha un obiettivo dichiarato: accompagnare il buon cibo con del buon vino. La cucina \u00e8 stagionale, punta su materie prime biologiche e provenienti da filiere solidali, e propone con identica abilit\u00e0 tanto la carne quanto il pesce che potete scegliere sin dall&#8217;antipasto. Appetitose le acciughe servite con burro salato e pane tostato, promossi a pieni voti i Tagliolini di farina di castagne con rag\u00f9 di cervo e il dessert al cioccolato a pi\u00f9 strati e intensit\u00e0.<\/p>\n<p>ADELE PUPELLA<br \/>\nSegnalo il ristorante Pomarancio a Sermoneta (Latina). Nel cuore dell\u2019affascinante borgo medievale, lo chef Matteo Pistilli al timone racconta la sua passione per il territorio e la cucina attraverso piatti della tradizione reinterpretati in chiave moderna. Gli ingredienti scelti per i piatti sono estrazioni di gusto in purezza, freschi e spontanei, rigorosamente stagionali e attentamente combinati in una proposta etica e sostenibile. Poi C\u00e0 del Moro: tra le dolci colline della Valpolicella, a pochi minuti da Verona, il giovane chef Giuseppe La Manna propone una cucina contemporanea legata ai sapori mediterranei che spaziano dal pesce alla carne, senza mai trascurare i prodotti tipici del territorio. Tra ricordi calabresi dati dalle sue origini e la curiosit\u00e0 verso il territorio che lo ospita, nascono piatti che si tramutano in idee gastronomiche fatte di ricerca, sperimentazione e nuovi abbinamenti.<\/p>\n<p>ANDREA RADIC<br \/>\nDue talenti. Antonio Guerra al ristorante Vitique di Greve in Chianti (Firenze). La sua cucina, in continua evoluzione, unisce tecnica e gusto, \u00e8 raffinata e intensa nel lavorare le eccezionali materie prime e a portare creativit\u00e0 e concretezza. Da provare Spaghetto Fabbri, cenere e limone. Poi Nino Ferreri che ha aperto il suo ristorante Limu nel borgo di Bagheria (Palermo): ricerca e tradizione. Segnalo le Reginette al rag\u00f9 di moscardino e spuma di ricotta e, tra i secondi, la Capra girgentana.<\/p>\n<p>GIULIA ROSATO<br \/>\nTra le tips imperdibili del 2022 c\u2019\u00e8 sicuramente Bites, nuova realt\u00e0 gastronomica aperta durante la pandemia nel cuore dell\u2019esuberante quartiere di Porta Venezia a Milano. Il locale ospita un massimo di 12 persone sia a pranzo che a cena, divise tra tavoli e bancone. Giovane, fresca e stimolante \u00e8 la cucina di Andrea Baita e Pietro Zamuner, incanalata in un percorso di tecnica e creativit\u00e0 fatto di tanti piccoli bites, ossia \u201cbocconi\u201d, perch\u00e9 questa \u00e8 la filosofia del luogo. Da scegliere \u00e0 la carte o da lasciarsi guidare dal genio degli chef in un eclettico menu degustazione. Proseguono i suggerimenti con il fratello meno conosciuto di Bros\u2019, questa volta non all\u2019interno della Lecce barocca, ma nei pressi di una bucolica Scorrano, nell\u2019entroterra salentino. Sto parlando di Roots Trattoria, il secondo progetto gastronomico di Isabella Pot\u00ec e Floriano Pellegrino, dalla filosofia local, autarchica e genuina. La tappa \u00e8 d\u2019obbligo se si ha voglia di provare i pi\u00f9 autentici sapori della cucina salentina, che accompagnano il menu dagli antipasti alla piccola pasticceria servita con il caff\u00e8. Due le proposte realizzate dalla brigata in perenne metamorfosi (perch\u00e9 chiunque voglia lavorare da Bros\u2019 deve fare prima tappa da Roots): la Piccola e la Grande Trattoria, al cui interno non mancheranno fritti, pasta fatta in casa, pucce e sapori nostrani, per un\u2019esperienza che vale la deviazione, prima di raggiungere le pi\u00f9 gettonate localit\u00e0 marittime.<\/p>\n<p>MARGO SCHACHTER<br \/>\nFarmacia dei Sani a Ruffano, in Salento. Credo abbiano ben interpretato cosa significhi oggi fare una cucina divertente, nuova ma piacevole, dove ritorni &#8211; non solo per fare l\u2019&#8221;esperienza\u201d.<\/p>\n<p>LUCA SESSA<br \/>\nLe mie scommesse per il 2022 sono entrambe a Roma. La prima, Gastromario, \u00e8 la creatura di tre giovani con importanti esperienze nel mondo fine dining. Un bistrot aperto da mattina a sera che punta su una pasticceria di grande qualit\u00e0 e su una proposta gastronomica diretta e di forte impatto gustativo. La seconda \u00e8 Aede Dining, il primo ristorante &#8220;scandinavo&#8221; della capitale: fermentazioni e conservazioni consentono a Fabrizio Cervellieri di donare una nuova veste gustativa a elementi altrimenti conosciuti nella loro forma usuale.<\/p>\n<p>LUCIANA SQUADRILLI<br \/>\nDue realt\u00e0 che ho conosciuto (nel secondo caso solo virtualmente) attraverso l&#8217;iniziativa Cambio di Retrobottega: Marco Massaia, che dopo aver lavorato da Banco a Torino collabora al progetto della cantina Mura Mura a Costigliole d&#8217;Asti, e Claire Staroccia con il suo home restaurant Rito a Stiffe (L&#8217;Aquila). Poi, seguir\u00f2 da vicino le evoluzioni e gli appuntamenti pop up di Tommaso Tonioni &#8211; che in questi giorni chiude il temporary restaurant Arso all&#8217;agriturismo Pulicaro pur continuando a collaborare con la struttura &#8211; e sogno di volare in Cile (ora pi\u00f9 che mai) per andare a trovare Rodolfo Guzm\u00e1n da Borago.<\/p>\n<p>NADIA TAGLIALATELA<br \/>\nDurante le feste mi \u201cregaler\u00f2\u201d Domenico Marotta, giovane talento di Squille in provincia di Caserta. Lo sto seguendo da un po\u2019 e non vedo l\u2019ora di capire perch\u00e9 si parli ancora cos\u00ec poco di lui.<\/p>\n<p>ERRICA TAMANI<br \/>\nMattia Trabetti da Reggio Emilia si \u00e8 trasferito a Fiorano Modenese ed \u00e8 chef del ristorante Alto, presso l\u2019Executive Hotel, leggi qui. Con rinovato entusiasmo e libert\u00e0 propone una cucina molto personale, che ama il green e che non ha riferimenti territoriali. Una sorpresa fresca e avvincente.<\/p>\n<p>ALBERTO TONELLO<br \/>\nSe volete due giovani di talento sconosciuti vi dico Tommaso e Silvia di Stilla a Colognola ai Colli nel Veronese, cucina creativa con prodotti del territorio, ambiente minimal ma molto curato, immerso nel verde, carta vini in evoluzione naturale, belle camere e ottima colazione.<\/p>\n<p>LUCA TORRETTA<br \/>\nQuando mi \u00e8 stato chiesto di indicare un giovane talento su cui scommettere per il 2022, non ho avuto dubbi e il mio pensiero \u00e8 subito andato ad Alessandro Folli, bronese di nascita e classe 1990, e al ristorante Ad Astra, di cui \u00e8 chef e patron, aperto nel novembre del 2019 a Santa Maria della Versa, poco pi\u00f9 di duemila anime sulle prime colline dell\u2019Oltrep\u00f2 Pavese, Pavia. Tre sale con una trentina di coperti dove degustare una cucina dinamica e contemporanea, che non dimentica tipicit\u00e0 e tradizioni territoriali, molto ben eseguita, di carattere e mai banale.<\/p>\n<p>FOSCA TORTORELLI<br \/>\nIn Campania sono tanti i giovani meritevoli di attenzione che pian piano si stanno facendo strada. Tra le ultime novit\u00e0 merita una visita il giovane Gian Marco Carli, chef e proprietario del ristorante Il Principe di Pompei. Un luogo accogliente e contemporaneo, dove lasciarsi guidare dall\u2019estro dello chef e dalla gentilezza della sala (via Colle San Bartolomeo 4\/8, Pompei, Napoli). Altra intrigante meta campana, fuori dai soliti circuiti, \u00e8 la realt\u00e0 di Nando Melileo, chef patron del ristorante Emozionando collocato sulle colline che guardano il Golfo di Salerno. Quella di Nando \u00e8 una cucina fatta di esperienze e di attenzione verso le peculiarit\u00e0 del territorio, con intuizioni che rendono ogni piatto originale e convincente (via Montestella 21, Ogliara di Salerno). In Umbria invece troviamo Lorenzo Cantoni, chef del ristorante Il Frantoio del Fontebella Palace Hotel: un giovane umile, determinato, che non smette di sperimentare. Nella sua cucina non pu\u00f2 mancare l\u2019olio extravergine di oliva, la sua grande passione; altrettanto interessante \u00e8 il suo recente omaggio alla tradizione umbra pi\u00f9 \u201cselvaggia\u201d: quella della cacciagione, della selvaggina e delle carni da cortile a cui si affianca un orto sinergico in cui si coltiva in permacultura per un\u2019agricoltura sostenibile ed una gestione etica della terra. Da non perdere il suo foie gras \u201cetico\u201d (via Fontebella 25, Assisi, Perugia).<\/p>\n<p>MAURIZIO TREZZI<br \/>\nTrattoria Contemporanea a Lomazzo (Como), leggi qui, \u00e8 un locale da tenere sotto la lente. Davide Marzullo, 24 anni, \u00e8 molto pi\u00f9 di un personaggio televisivo. Alla guida di una squadra di giovanissimi professionisti, tutti animati dalla grande voglia di fare e di fare bene, mostra una cucina gi\u00e0 ben indirizzata e con un&#8217;impronta definita. Alcuni piatti possono migliorare ma i prodromi dello chef di livello si vedono tutti. Il locale \u00e8 arredato in perfetto stile coworking, quindi funzionale, razionale e comodo, il servizio professionale e sorridente. Certamente da seguire durante tutto il 2022.<\/p>\n<p>NICCOLO&#8217; VECCHIA<br \/>\nSono tanti i ristoranti che vorrei conoscere meglio in questo 2022, anche a causa delle rinunce forzate degli ultimi due anni. Anche grazie ad alcune cene deliziose fatte a Identit\u00e0 Golose Milano, sempre fonte di ispirazione, ho messo come tappe obbligate sulla mia mappa Andreina di Errico Recanati, a Loreto, e il ristorante di Danilo Ciavattini a Viterbo. Anche se gi\u00e0 l&#8217;anno scorso il loro exploit \u00e8 stato notevole, se devo scommettere su qualcuno per il 2022 non posso che pensare all&#8217;energia pura e travolgente che emana Richard Abou Zaki: sono convinto che lui e Pierpaolo Ferracuti, con Retroscena a Porto San Giorgio, e le altre declinazioni della loro creativit\u00e0 imprenditoriale e gastronomica, saranno il must dell&#8217;anno appena iniziato.<\/p>\n<p>CRISTINA VIGG\u00c8<br \/>\nGiovanissimi, bravissimi, concentratissimi. Nello Barbieri, Chiara Orr\u00f9 e Alessandro Montanari sono rispettivamente lo chef, la sous-chef e il pastry chef di 142, il ristorante milanese (in Porta Genova) di Sandra Ciciriello. Un ambiente unico, vocato a quattro momenti della giornata (colazione, pranzo, aperitivo, cena) e nutrito da due anime: la sala e la cucina. Il tutto condito da ironia, simpatia, seriet\u00e0, interazione, educazione e discrezione. Un m\u00e9lange perfetto. E un duetto affiatato e azzeccato \u00e8 anche quello formato da Fabio Poppa e Davide Sproviero. Capitani coraggiosi delle Scuderie del Castello di Govone (Cuneo). Nel Roero. All\u2019ingresso? Parquet, tappeti, pietra, acciaio e un regale e monumentale scalone. Pronto a condurre nelle salottiere sale, ritmate da memoria e hi-tech, essenzialit\u00e0 ed eleganza. A tavola? Ludus e genius loci. Da non perdere: i Microplin ripieni di topinambur stufati e nappati con burro, acciughe e tartufo nero. Proposti anche in occasione di una delle cene targate Gustose Narrazioni, nel 2021 dedicate a Dante Alighieri. O meglio, al messaggio contemporaneo della Divina Commedia. Una rassegna griffata dal Consorzio di Tutela del Roero, sotto la direzione artistica di Virginia Scarsi. Che col marito Davide Di Bilio tiene le redini di Fuori Tempo, a Canale (Cuneo). Dove assaggiare pizze new generation e high performance (complici le farine di Petra) in uno spazio cesellato da orologi, ingranaggi e onirici personaggi.<\/p>\n<p>ENRICO VIGNOLI<br \/>\nSono andato solo una volta, questa estate, ma sono rimasto folgorato da Casa Leali, a Puegnago sul Garda (Brescia). I ragazzi hanno le idee chiare e un talento importante. Place to go. Poi: sono di parte, ma il Cavallino a Maranello (Modena) \u00e8 un progetto unico nel suo genere, un ristorante italiano fuori dal tempo, mitico, ma allo stesso tempo cos\u00ec contemporaneo.<\/p>\n<p>DAVIDE VISIELLO<br \/>\nLa scommessa per il 2022 \u00e8 su Yoi \u2013 Food Attitude, elegante ristorante al centro di Catania, \u201cvisione\u201d di Guido Consoli e Salvo Santonocito, lungimiranti e ambiziosi imprenditori locali. In un\u2019atmosfera lounge giovane e arredata di velluti, specchi, parati ramage e tavoli glam, si pu\u00f2 degustare la cucina firmata dallo chef Kevin Tullao, bravissimo a creare una proposta di impostazione asiatica dal cuore italiano: \u00abLa nostra carta \u00e8 un omaggio alla Cina e all\u2019Asia\u00bb. \u00c8 il posto perfetto per chi ama le contaminazioni culturali in cucina e vuole distaccarsi dalla consueta cena a base di sushi (che peraltro qui non fa parte dell\u2019offerta); Tullao, attraverso l\u2019utilizzo di materie prime sempre sceltissime, accorcia le distanze tra Estremo Oriente e Mediterraneo con piatti dai sapori profondi tecnicamente inappuntabili. Da provare i Ravioli al vapore con pasta al nero di seppia, calamari, bamb\u00f9 e cipollotto o quelli ripieni di wagyu serviti con salsa al foie gras e tartufo nero, il Bao (pane bianco soffice cotto al vapore) con gambero croccante, maionese piccante, erba cipollina e kizami wasabi o quello con maiale caramellato e soia fermentata. Fine pasto con Raviolo in pasta dolce ripieno con cioccolato Bonajuto e zeste d\u2019arancia. Molto divertenti gli abbinamenti proposti dal sommelier Leandro Gullino e dal bartender Giovanni Arcati.<\/p>\n<p>GABRIELE ZANATTA<br \/>\nSono tanti i ristoranti novit\u00e0 della Guida ai Ristoranti di Identit\u00e0 Golose 2022, online da luned\u00ec 28 febbraio. Quasi tutti hanno cuochi e camerieri sotto i 30 o i 40 anni. Il team giovane che pi\u00f9 mi ha colpito negli ultimi mesi ha stanza a Rimini: Da Lucio si va perch\u00e9 c&#8217;\u00e8 Jacopo Ticchi, un demonio in cucina (al di l\u00e0 del pesce frollato) e Giulia Battistini, un angelo in sala, con fondamentali esperienze all&#8217;estero, Australia soprattutto.<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; \u201c Cocconato d&#8217;Asti. Un ristorante freschissimo di cui seguiamo le tracce da qualche tempo. La chef \u00e8 una giovane ragazza di nome Alessia Rolla, creativa e sorridente. 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