{"id":23186,"date":"2024-04-10T17:16:46","date_gmt":"2024-04-10T15:16:46","guid":{"rendered":"https:\/\/www.cantinanicola.com\/?p=23186"},"modified":"2024-09-10T09:41:05","modified_gmt":"2024-09-10T07:41:05","slug":"nei-piatti-di-chef-rolla-ce-un-piemonte-nuovo","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.cantinanicola.com\/en\/nei-piatti-di-chef-rolla-ce-un-piemonte-nuovo\/","title":{"rendered":"La Tavola &#8211; Nei piatti di chef Rolla C&#8217;\u00e8 un Piemonte nuovo"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"https:\/\/www.cantinanicola.com\/wp-content\/uploads\/Screenshot-2024-04-05-15.16.32.jpeg\" data-rel=\"lightbox-image-0\" data-rl_title=\"\" data-rl_caption=\"\" title=\"\"><img loading=\"lazy\" class=\"alignnone size-medium wp-image-23187\" src=\"https:\/\/www.cantinanicola.com\/wp-content\/uploads\/Screenshot-2024-04-05-15.16.32-1000x695.jpeg\" alt=\"\" width=\"1000\" height=\"695\" srcset=\"https:\/\/www.cantinanicola.com\/wp-content\/uploads\/Screenshot-2024-04-05-15.16.32-1000x695.jpeg 1000w, https:\/\/www.cantinanicola.com\/wp-content\/uploads\/Screenshot-2024-04-05-15.16.32-768x534.jpeg 768w, https:\/\/www.cantinanicola.com\/wp-content\/uploads\/Screenshot-2024-04-05-15.16.32-1536x1067.jpeg 1536w, https:\/\/www.cantinanicola.com\/wp-content\/uploads\/Screenshot-2024-04-05-15.16.32-2048x1423.jpeg 2048w, https:\/\/www.cantinanicola.com\/wp-content\/uploads\/Screenshot-2024-04-05-15.16.32-18x12.jpeg 18w, https:\/\/www.cantinanicola.com\/wp-content\/uploads\/Screenshot-2024-04-05-15.16.32-600x417.jpeg 600w\" sizes=\"(max-width: 1000px) 100vw, 1000px\" \/><\/a><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><strong>di Cavallito &amp; Lamacchia<\/strong><\/p>\n<p>Dovrete fare la tara a quello che scriveremo. La notte di Cocconato era tersa, l&#8217;entusiasmo della nostra prima volta incontenibile. Tornavamo distratti per strade secondarie, i finestrini semiaperti e in bocca ancora i sapori di salvia e d&#8217;estragone. Avremmo potuto ululare alla luna, sedotti dal menu di Messia Rolla, giovane &nbsp;cuoca di rara sensibilit\u00e0 che interpreta la cucina radicata e leggera di un Piemonte finalmente nuovo. La trama raffinata del menu \u00e8 un percorso che ha i profumi delle erbe dell&#8217;orto e di quelle del bosco, una traccia che parte con il tarassaco che amplifica la dolcezza delle cialde di miso e i fagioli borlotti con mascarpone di capra e cavolfiore, e chiude con la salvia e il dragoncello di un dolce di fragole e granita alla menta. Nel mezzo, piatti sorprendenti: le lumache di Santo Stefano Belbo con senape, liquirizia ed erbe raffrescanti, che sono antiche e contemporanee; la cresta di gallo con scorzonera, le erbe dell&#8217;orto e una salsa piccante di bbq e brodo di pollo, orientale ben oltre i confini di Casale; la tartare di salmerino, in cui la composta di rosa canina \u00e8 profumo di donna e la spuma di champignon odore di terra; gli eccezionali berlingot di ricotta di latte di fico e il consomm\u00e9 vegetale con il finocchietto di mare e subito dopo, come una provocazione che rompe a met\u00e0 il menu, un solo won ton con brodo di mela affumicato e dragoncello; e poi l&#8217;animella frollata nella cera d&#8217;api, con la salsa al sangue e la salvia dei prati, e la testina con la carota e il rafano e il brodo di bollito; e poi pan brioche con le prugne, e burro di capra, e olio di pino, e ancora erbe e ancora tocchi leggeri, senza che nulla sembri superfluo e, anzi, tutto essenziale. Finisce con una galette des rois, molto buona come gli altri lievitati, e con un gelato allo zabajone che \u00e8 un ritorno a terra controllato e discreto. Poi c&#8217;\u00e8 un servizio cordiale senza salamelecchi, una carta dei vini senza troppi ricarichi, una sala raffinata senza sfarzi e una vista senza palazzi. Pensavamo, al rientro, ormai smarriti nella notte monferrina, alla irripetibile ebbrezza della prima volta, alle troppe aspettative della seconda, e ci dicevamo con la nostalgia che ti prende all&#8217;alba quando percepisci di avere mancato il bivio per Torino, che ci era piaciuto cos\u00ec tanto che non vorremo tornarci pi\u00f9.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>&nbsp; di Cavallito &amp; Lamacchia Dovrete fare la tara a quello che scriveremo. La notte di Cocconato era tersa, l&#8217;entusiasmo della nostra prima volta incontenibile. 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